Missionarie della Consolata

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In ricordo di una Missionaria

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Rina Carla, donna mite, umile, dal sorriso grande …

Grazie per il dono che sei stata e che continui ad essere per noi!

Uno dei “sogni” delle Missionarie della Consolata è così espresso: “La Missionaria della Consolata è donna mite, umile e misericordiosa, capace di “diminuire perché l’altro cresca”, che vive la missione come relazione, nell’ascolto e nel dialogo, incarnandosi nella realtà a “mani vuote e piedi scalzi” (Capitolo Generale 2005).

Di queste Missionarie ne abbiamo conosciute tante! Suor Rina Carla Salsa è una di loro. Offriamo ai nostri utenti qualche stralcio del messaggio che Madre Gabriella Bono, Superiora Generale, ha condiviso con quanti oggi abbiamo dato l’ultimo saluto su questa terra a suor Rina Carla: al suo funerale. Perché lei ha raggiunto la Pace Senza Fine il 12 marzo. Pensiamo di far piacere, nel renderle questo piccolo omaggio, anche attraverso il nostro sito, ai molti e molte che l’hanno conosciuta e apprezzata.

«Ricordare Sr. Rina Carla riempie il cuore di commozione. La sua presenza nella nostra Famiglia missionaria è stata ed è tutt'ora un punto di riferimento e un esempio luminoso del nostro essere donne consacrate e Missionarie. Sì perché Sr. Rina Carla ha vissuto la sua donazione al Signore con una intensità di amore che l'ha portata al dono totale di sé per la Missione e per la nostra Famiglia.

Quanto ha amato la nostra famiglia Missionaria! In Mozambico, prima e a livello Istituto, come Madre Generale, poi, ha dato il meglio di sé, Donna di intensa vita interiore, di equilibrio e di zelo. Umile fino alla totale dimenticanza di sé per il bene delle sorelle. Capace di rischiare la sua vita (e quante volte lo ha fatto in Mozambico durante il periodo della guerra tra il popolo che ha tanto amato) per raggiungere una comunità, per cercare una sorella, per seguire situazioni e persone. E tutto intessuto di una fede incrollabile con la semplicità di chi considera che anche gli atti più eroici sono semplicemente naturali per chi ama. Quante volte ha seguito con trepidazione e delicata attenzione le sorelle! Quante volte il suo sapiente consiglio ha sostenuto, incoraggiato, animato sorelle in difficoltà, giovani e non più giovani, sempre con la stessa dolcezza, sempre con la stessa lungimiranza, sempre con la stessa amorevolezza.

Permettici ancora di chiamarti "madre": ciascuna di noi ti ha sentita così, ognuna si è sentita accolta, ascoltata e compresa, consolata e consigliata a riprendere il cammino con rinnovato amore. Le parole che scrivevi le hai vissute tu per prima. senza misurare sacrifici, facendo tu il primo passo, portando nel cuore e nella preghiera le situazioni dolorose che intessevi sempre di rinnovata speranza, di fiducia nel tuo Signore e nelle Sorelle.

Con il cuore della Famiglia, desideriamo in questo momento rappresentare ogni sorella dell'Istituto, per dirti il nostro grazie più sentito, per chiederti di sostenerci nel cammino che tu hai percorso: Dono incondizionato di te stessa, amore al tuo Dio senza misura, nella gioia di una intimità sempre più profonda, racchiusa nel tuo cuore e rivelata dal tuo sorriso di Donna innamorata di Gesù. Il sacrificio non lo hai mai misurato, era già messo in conto nel dono del tuo cuore. Noi sorelle, i Missionari della Consolata, le due congregazioni locali di Suore Mozambicane possiamo testimoniare l'affetto, la stima, la preghiera e l'aiuto concreto con cui ci hai seguiti.

Vera figlia del Beato Giuseppe Allamano, ne hai incarnato, nella semplicità e radicalità, l'ideale da Lui propostoci e hai fatto della mitezza, della bontà, della comprensione, della capacità di evidenziare il bello e il buono di persone e di situazioni e di tacere su mancanze o debolezze, il tuo cammino quotidiano. Certamente chiunque ti avvicinava non poteva che percepire in te il riflesso del Dio consolatore, nel quale hai posto tutta la tua fiducia!

Egli ti attendeva per l'ultimo tratto, così breve, del tuo percorso terreno. L'hai seguito, nel cammino al calvario con quella stessa incondizionata adesione al suo volere che ti ha sempre caratterizzata. Il tuo sorriso non si è spento, anche quando la malattia ti ha richiesta di stenderti sulla croce per l'ultimo sì e la sofferenza segnava il tuo volto. Ma anche in quei momenti il tuo esempio di fede, di capacità di soffrire e di essere sempre contenta di tutto, ha toccato medici, infermieri e sorelle che ti erano accanto.

Alla domanda: che cosa vuoi dire a noi, quale raccomandazione:

"amore fraterno, quello vero e spirito di sacrificio"

ci hai risposto. Queste parole per noi sono un invito che vogliamo raccogliere, quale preziosa eredità da te vissuta senza condizioni.

“Grazie” è stata l’ultima parola che abbiamo udito da te pronunciare: è la sintesi della tua vita ed è l'espressione che noi, con tutto il cuore rivolgiamo a te: Grazie per il dono che sei stata e che continui ad essere per noi».

Madre Gabriella Bono, MC

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Giugno 2011 19:09  

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