
Sono trascorsi 86 anni da quella fredda aurora del 16 febbraio 1926 quando, al Santuario della Consolata, a Torino, il Padre Giuseppe Allamano raggiungeva per sempre Colui che tanto aveva cercato e amato lungo tutto il suo umano pellegrinare.
Proponiamo ai nostri lettori una pagina scritta da padre Francesco Pavese, Missionario della Consolata, riportata nel libro: Giuseppe Allamano, Uomo per la Missione. L’autore intitola questa pagina: «NON VOGLIO MORIRE NÈ UN’ORA PRIMA, NÉ UN’ORA DOPO», accennando così alle disposizioni di cuore del Beato Allamano, un uomo che concluse la parabola della sua vita come sempre aveva vissuto: nella sincera ricerca della volontà di Dio.
"Potrò dire che ho fatto il mio dovere!"
“Il pensiero della morte come inizio della vita eterna fu sempre familiare all’Allamano. Specialmente verso gli ultimi anni di vita, i riferimenti alla morte furono più frequenti. Invecchiando, egli si univa sempre più a Dio e, in certo senso, anticipava già sulla terra la comunione della beatitudine eterna.



Riflettendo con...






