Missionarie della Consolata

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Riflettendo con...

Ricordando il Beato Giuseppe Allamano

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Sono trascorsi 86 anni da quella fredda aurora del 16 febbraio 1926 quando, al Santuario della Consolata, a Torino, il Padre Giuseppe Allamano raggiungeva per sempre Colui che tanto aveva cercato e amato lungo tutto il suo umano pellegrinare.

Proponiamo ai nostri lettori una pagina scritta da padre Francesco Pavese, Missionario della Consolata, riportata nel libro: Giuseppe Allamano, Uomo per la Missione. L’autore intitola questa pagina: «NON VOGLIO MORIRE NÈ UN’ORA PRIMA, NÉ UN’ORA DOPO», accennando così alle disposizioni di cuore del Beato Allamano, un uomo che concluse la parabola della sua vita come sempre aveva vissuto: nella sincera ricerca della volontà di Dio.

"Potrò dire che ho fatto il mio dovere!" 

“Il pensiero della morte come inizio della vita eterna fu sempre familiare all’Allamano. Specialmente verso gli ultimi anni di vita, i riferimenti alla morte furono più frequenti. Invecchiando, egli si univa sempre più a Dio e, in certo senso, anticipava già sulla terra la comunione della beatitudine eterna.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2012 09:04 Leggi tutto...
 

La parabola dell’accoglienza

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Parabola deliziosa …  che ci insegna

la grandezza di cuore dei veri discepoli del vangelo”

Ho vissuto la giornata mondiale – dei migranti afferma padre Zilio – in un’accogliente parrocchia veneta provenendo da una metropoli, ora prima linea di combattimento dell’emigrazione dei nostri giovani italiani.

Partito dalla multiculturale e stressante Londra, dove vivo in una parrocchia italiana animata anche da una comunità  di portoghesi e di filippini, ho atterrato qualche giorno fa nel bel territorio trevigiano. Mi sono trovato in una chiesa parrocchiale dal campanile slanciato accanto a un castello signorile dall'aspetto antico e dalle superbe mura merlate: Roncade. Ho celebrato, allora, con don Filippo e il parroco don Valeriano la messa della giornata mondiale dei migranti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2012 09:04 Leggi tutto...
 

Inizio d’anno: tempo di auguri anche a Londra.

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“I miracoli sono compiuti dagli uomini uniti”

Sì, insieme. Happy new year!

Mi scrive Boris, un giovane di Pontida, adottato felicemente da otto anni dal mondo multiculturale londinese: “Spero che i politici italiani si uniscano, invece di creare divisione.” Splendido augurio, cosciente forse di quello che si vive nella sua terra.

Altro augurio diretto agli italiani in patria è quello di Giordano, un brillante giovane veronese, capitato a Londra quasi per caso, come centinaia di altri nostri giovani e imbarcato in uno stage di giornalismo: “Auguro a me e a tutti i miei coetanei di avere fiducia in noi stessi, di vivere ogni giorno di questo 2012 con impegno, grinta e onestà, di fare le cose che amiamo e di farle con passione. Auguro a noi ancora di essere il più possibile noi stessi, di continuare a credere che le cose le cambiamo noi con il nostro impegno, la nostra forza e le nostre idee”.

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2012 21:01 Leggi tutto...
 

Un augurio vero

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“Quando incontri un uomo lo giudichi dai vestiti,

quando te ne separi lo giudichi dal cuore!”

Tanti auguri o stupende cartoline in questi giorni, arrivate dall’Italia e dalla Francia, mi hanno rallegrato e inquietato, allo stesso tempo.

L’augurio è sempre qualcosa di bello e di grande che accompagna un avvenimento, lo rende esplicito, lo fa particolare, accompagnando il nostro stesso modo di viverlo. Dall’Italia arrivavano auguri dipinti con la tavolozza della nostra sensibilità estetica: frasi dal registro poetico ampio, arioso, astratto, un po’ retorico. Dalla Francia, invece, un augurio sempre accompagnato da qualche riga veloce su ciò che il mittente ultimamente ha vissuto: occasione di una rapida e amichevole condivisione.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 16:34 Leggi tutto...
 


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Il pensiero del giorno

Spirito Santo:Tu non hai volto perché sei il fuoco dell'amore, che unisci il volto del Padre e del Figlio, per formarne uno solo in una fusione sublime.

Tu vivi nei nostri volti, quasi fossi la nostra vita più segreta, e sei tu che ci riveli il volto autentico del Salvatore come pure quello del Padre Celeste.