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Famiglie dall'Africa per il Papa

 

Arriverà dal Camerun la prima "Fly Family", su iniziativa della Federazione degli Oratori Milanesi. Fidei donum ambrosiani in campo per facilitare l'accoglienza

Quando si dice che i missionari sono “ponti” fra l’Italia e il mondo…

A fine maggio Philibert Djoda (45 anni), la moglie Justine (45 anni) e le figlie più piccole, Albertine (8 anni) e Tatiana (6 anni) verranno dal Camerun a Milano per il Papa. Il loro viaggio è stato reso possibile grazie alla generosità dei ragazzi degli oratori di Villa Cortese e Busto Garolfo, due piccoli comuni nei dintorni del capoluogo lombardo. Le parrocchie dei due paesi sono state tra le prime ad aderire alla proposta “Fly Family”, lanciata dalla Federazione degli Oratori Milanesi, per consentire anche a chi non se lo può permettere e vive in paesi lontani, di partecipare al VII Incontro mondiale delle Famiglie che si svolgerà nel capoluogo lombardo dal 30 maggio al 3 giugno e culminerà con la partecipazione di papa Benedetto XVI.

Phlibert, tecnico agricolo e Justine, insegnante, vivono con le loro quattro figlie, in una modesta abitazione alla periferia di Garoua, nel nord del Camerun. Sono entrambi due fedeli molti impegnati nella parrocchia di St Jean-Marie Vianney di Ngalbidje, dove è parroco don Alberto dell’Acqua, fidei donum ambrosiano, originario di Villa Cortese. È lui ad aver fatto da tramite fra gli oratori lombardi e la famiglia del Camerun.

«Ngallbidje è uno dei quartieri periferici di Garoua (450mila abitanti, n.d.r.) – racconta don Alberto dell’Acqua -. Il suo nome deriva da quello di un albero un tempo molto diffuso in questa zona, ora quasi scomparso a causa dell’avanzata della città e del disboscamento selvaggio». Una realtà in trasformazione dove anche la chiesa è un cantiere aperto. «Abbiamo da poco costruito il presbiterio, mentre continuiamo a celebrare in un cortile sotto un tetto di paglia», continua il sacerdote che nonostante le precarie condizioni ogni domenica può contare sulla partecipazione 1.200 fedeli.

In Camerun da 6 anni e mezzo, prima nella parrocchia di Djamboutou (sempre a Garoua) o poi in quella di St Jean-Marie Vianney di Ngalbidje, don dell’Acqua ha mantenuto vivo il legame di solidarietà con il suo paese di origine. Questa estate alcuni ragazzi dell’oratorio hanno visitato la sua missione. È stato dunque facile coinvolgerli in questo gesto di solidarietà a favore della famiglia.

«L’incontro con il Pontefice sarebbe il compimento di un grande sogno per Philibert e Justine. Spero proprio che possano realizzarlo. Abbiamo già prenotato il volo e pagato le iscrizioni. Manca solo il visto da parte dell'Ambasciata Italiana in Camerun. Fintanto che non lo vedrò sul passaporto non starò tranquillo», confida don dell’Acqua.

Quella di Villa Cortese e Busto Garolfo non sono le uniche parrocchie della diocesi ambrosiana ad avere aderito al progetto Fly Family. A Gorgonzola i parrocchiani sono pronti a sostenere le spese di viaggio e ad offrire ospitalità ad una famiglia dal Ciad e una dalla Bolivia dove operano due suore missionarie. I parrocchiani di San Giuseppe Artigiano a Garbagnate Milanese offrono viaggio e ospitalità a una famiglia della parrocchia di Saint Francis of Assisi di  Jabel Ali, città portuale degli Emirati Arabi Uniti, situata a  35 km da Dubai.

Poi ci sono parrocchie pronte e dare ospitalità a fedeli di comunità con le quali sono in corso gemellaggi o relazioni di conoscenza e solidarietà. A Muggiò i parrocchiani si stanno preparando ad aprire le porte di casa a 20 famiglie ortodosse russe, a Sesto San Giovanni ad alcune famiglie di Betlemme, a Cinisello Balsamo a famiglie di una parrocchia di Mostar.

Anche in Albania e in Zambia sacerdoti di Milano si stanno mobilitando per far partecipare alcune famiglie del luogo all’importante evento di maggio.

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 09:14  

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